LUOGHI

Alfredo Morosetti – RADICI CRISTIANE – Abbazie, Cattedrali, Ordini monastici – Formato Epub  euri 7,00 – pag. 300 circa


Il Cristianesimo non garantì, come avvenne in Oriente, la sopravvivenza dello stato imperiale in Occidente, ma in realtà fece molto di più. Salvò non solo le anime di coloro che avevano confidato in Cristo, ma salvò  anche l’identità storica e culturale dei popoli che si erano riconosciuti come romani, consentì loro di reggere l’impatto  tremendo delle dominazioni barbariche, riuscendo ad assorbire la cultura pagana germanica, usando persino la sua inesausta energia, per fondare un nuovo mondo che era quello romano, redento però dalla sapienza giudaico-cristiana. Se siamo, come crediamo di essere, gli eredi del mondo romano, lo dobbiamo al Cristianesimo e all’intelligenza dei popoli germanici.

Allora possiamo dire che Costantino non ha vinto, ma ha stravinto, la sua scommessa circa il futuro dell’impero romano, della permanenza della sua civilizzazione, delle sue ragioni a non sparire nel nulla, come nel nulla sparirono tutti gli imperi del mondo antico, da quello Egiziano a quello Babilonese a quello Persiano.

Noi Europei a buon diritto ci possiamo considerare gli eredi diretti di Roma. Lo dobbiamo al Cristianesimo, perché il Cristianesimo non fu, come qualche sciocco pensa, qualcosa di esterno e esteriore che come per magia si appiccicò alla grande cultura greco-latina. Fu invece la sua evoluzione necessaria, il compimento che partiva dalla numerose premesse in nuce all’interno della sua cultura filosofica, dal suo universo morale, dalla sua sensibilità estetica e sentimentale. Persino superfluo ricordare quanta parte di Platone, di Aristotele, di Plotino, di Seneca, di Marco Aurelio, è possibile trovare nell’impianto ideale che regge la visione cristiana del mondo, ma per certo possiamo invece aggiungere che il crollo del sistema politico imperiale fu il bene maggiore a salvaguardia della civiltà ideale e morale romana. E lo fu grazie al doverla preservare dalle orde barbariche, anzi dal doverla trasferire dentro di esse. Fu un miracolo e quello che ne uscì il più splendido e il più creativo dei mondi, quello della civiltà cristiana medioevale, nella quale la straordinaria energia dei Germani incontra la Parola di Cristo e si trasforma in disciplina di vita, in aspirazione mistica senza limiti, in desiderio assoluto di verità, in bisogno di tradurla in vita vissuta e testimonianza concreta. Un mondo che innalza cattedrali, genera comunità di sapienti che si ritirano in preghiera per il bene del mondo intero, si affida a Dio perché sa che su nient’altro è possibile sperare qualcosa. Un mondo a cui è necessario richiamarsi per uscire dall’inferno di disperazione nel quale siamo sprofondati. Il volume contiene un’ampia descrizione, anche fotografica, di Abbazie, Cattedrali, Luoghi di culto ed Eremi sparsi per tutta Europa, oltre che una disamina dei principali Ordini monastici e mendicanti della società medioevale.

Indice:
Nota Introduttiva  –
PARTE PRIMA – ABBAZIE E ORDINI MONASTICI  ALLA CADUTA DELL’ IMPERO ROMANO D’ OCCIDENTE

CAPITOLO  I  – IL MONACHESIMO OCCIDENTALE –  1) San Benedetto da Norcia 2) L’organizzazione e la vita spirituale 3) La struttura architettonica e l’organizzazione degli spazi interni 4) I luoghi di San Benedetto a) Il Sacro Speco b) Monastero di Santa Scolastica c) Abbazia di Montecassino
CAPITOLO II – LE GRANDI ABBAZIE BENEDETTINE IN ITALIA – 1) Santa Maria di Farfa  2) Abbazia di San Silvestro  –  Nonantola 3) Abbazia di Pomposa
CAPITOLO III  –  IL MONACHESIMO IRLANDESE – 1) La Cristianizzazione dell’Irlanda e la “Peregrinatio pro Christo” 2) Il percorso di San Colombano dal regno franco a quello longobardo:;a) Luxeil b) Abbazia di San Gallo c) L’abbazia di Bobbio
CAPITOLO  IV – L’ EVANGELIZZAZIONE DELLA GERMANIA – 1) San Bonifacio 2) L’abbazia di Fulda 3) Abbazie Benedettine dell’Impero Carolingio e del Sacro Romano Impero di Germania; a) Abbazia di Corbie b) Abbazia di Corvey e il Westwerk c) Abbazia di Prüm d) Abbazia di Santa Maria di Laach e) Abbazia di Admont  f) Abbazia di Melk
CAPITOLO  V – LA FRANCIA FEUDALE E LE SUE ABBAZIE – 1) Cluny 2) Abbazia di Notre-Dame du Bec 3) Santa Maria Maddalena Di Vezelay 4) Notre-Dame de Fontevraud  5) Abbazia di Sainte-Foy, Conques
CAPITOLO  VI – ABBAZIE E CENOBI DELL’ALTO MEDIOEVO NELLA PENISOLA IBERICA – 1) L’invasione dei Mori 2) Abbazia di san Michele di Cuxa (Sant Miquel de Cuixà, in Catalano) 3) Abbazia di San Martino di Canigou  (Sant Martí del Canigó, in Catalano) 4) Monastero di Santa Maria di Ripoll 5) Monastero di San Millàn de la Cogolla
CAPITOLO VI – IL PELLEGRINAGGIO – a) La Cattedrale del Santo Sepolcro a Gerusalemme b) La Basilica di San Pietro a Roma c) La Cattedrale di Santiago di Compostela
PARTE SECONDA – CATTEDRALI
CAPITOLO I – LA CATTEDRALE COME IDEA E COME LIBRO DI PIETRA – 1) La cattedrale e le scuole di pensiero della Francia del secolo XI 2) L’architettura gotica come idea di Dio
CAPITOLO II – CATTEDRALI FRANCESI – 1) Notre-Dame de Chartres 2) Notre-Dame de Paris 3) Notre-Dame d’Amiens 4) Notre-Dame de Laon
CAPITOLO III – CATTEDRALI INGLESI – 1) L’Inghilterra normanna e le sue cattedrali 2)  Cattedrale della Santa Trinita’, di San Pietro, di San Paolo e di San Swithun – Winchester 2)  Cattedrale Di Sant’Andrea – Wells
CAPITOLO IV – IL GOTICO TEDESCO E IL DUOMO DI COLONIA – 1) Il Duomo dei Santi Pietro e Maria a Colonia
CAPITOLO V – IL GOTICO ITALIANO E IL DUOMO DI ORVIETO – 1) Il Gotico italiano 2) Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta di Orvieto
CAPITOLO VI – LA CATTEDRALE GOTICA DI BURGOS – 1)  Santa Maria Di Burgos
PARTE III  – IL MONACHESIMO CISTERCENSE E GLI ORDINI MENDICANTI
Generalità
CAPITOLO I – L’ORDINE CISTERCENSE

1) Le origini 2) Abbazie cistercensi in Francia: a)  Abbazia di Pontigny e chiesa abbaziale di Notre-Dame-et-Saint-Edme de Pontigny b) Abbazia di Fontenay;  3)  Abbazie cistercensi in Germania: a) Abbazia di Maulbronn; 4) Abbazie cistercensi in Italia a) L’abbazia di Chiaravalle b) L’abbazia di Fossanova;
5) Abbazie cistercensi nella Penisola Iberica a) Le prime abbazie cistercensi nella penisola iberica b) Monastero Reale di Santa María de Poblet  – Tarragona c) Monastero di Santa Maria di Alcobaça –  Estremadura – Portogallo
CAPITOLO  II  –  GLI ORDINI MENDICANTI
1) L’Ordine Francescano: a) San Francesco e  la sua “regula”, b) Il Francescanesimo dopo San Francesco, c) Luoghi francescani- 1.c) Basilica di San Francesco – Assisi, 2.c) Il Santuario della Verna, 3.c) Eremo di Greccio; 2) L’Ordine Domenicano: a) Domenico di Guzmàn e l’eresia catara, b) I Catari, c) I Domenicani dopo San Domenico

ABBAZIE E ANTICA CIVILTA’ RURALE FRA PO ALPI E APPENNINI
Formato cartaceo 19X29   EURI 13,90  –   Formato Epub euri 6,00

Se si dovesse paragonare un’abbazia a qualcosa di simile oggi, si potrebbe dire che, per approssimazione, questa dovrebbe essere una sorta di multinazionale che spazia dalla informatica alla chimica e alla medicina, dalla editoria alla agricoltura industriale. E, in più, dovrebbe avere come fine istituzionale, la salvezza del mondo e il perfezionamento morale dei suoi dipendenti.
Furono le abbazie che salvarono il nostro mondo dalla regressione e dall’imbarbarimento che seguì al crollo dell’impero romano e non soltanto per quello che concerne la copiatura sistematica dei testi della antica cultura greco-latina, garantendone così la conservazione della memoria, ma anche perché furono dei veri centri di rinascita di un’economia agricola razionale, di elaborazione e divulgazione del sapere tecnico – scientifico, di ammaestramento morale e civile di un mondo sprofondato nell’ignoranza e prigioniero delle pulsioni più elementari e selvagge.
Questo volume ha dunque lo scopo, da un lato, di offrire un quadro di riferimento storico dei principali movimenti monastici che diedero vita al sistema delle abbazie, tenendo conto soprattutto dell’impatto che queste ebbero sul territorio circostante per quanto concerne la produzione agricola, l’edilizia, l’invenzione di nuove tecniche sia di coltivazione che di creazione di nuovi prodotti e di nuovi metodi di conservarli. Per altro verso, è un viaggio sul territorio per riscoprire quello che di esse fisicamente ci rimane e per constatare di persona i tesori di civiltà che ci hanno lasciato in eredità.


Alfredo Morosetti – EREMI E LUOGHI FRANCESCANI
Formato 18X29 – Pag 89, euri 13,90 con video cd incluso    Formato Epub euri 6,00 

La grandezza dell’uomo, l’enorme complessità della sua personalità, la misteriosa forza e determinazione che guidava la sua anima, la leggenda stessa che tuttora avvolge qualsiasi episodio della sua vita consigliano di attenersi a fatti e luoghi certi e descrivere semplicemente il concreto agire di Francesco e dei suoi seguaci nel continuo cammino lungo il quale ha lasciato tracce del suo passaggio e del suo modo di vivere l’esperienza religiosa che alimentava il senso della sua intera vita. In questo volume una decina di eremi fondati da San Francesco, con notevole repertorio fotografico allo scopo di cogliere anche visivamente, cioè esteriormente, qualcosa del segreto e della grandezza che lo muoveva.

 

 

 

Alfredo Morosetti –  ABBAZIE ED EREMI IN ITALIA CENTRALE
Formato 18X29 – Pag 140, euri 14,90  –    Formato Epub euri 6,00 

 

Ancora nel secolo IV, quando l’impero Romano, per quanto logorato, sembrava impossibile dovesse cadere per opera dei barbari, e precisamente nel 382 d.c., abbiamo un lettera di San Girolamo, il grande esegeta delle Sacre Scritture, nella quale stigmatizza  la diffusa presenza a Roma e nei territori ad essa circostanti dei cosiddetti  remnuoth o sarabaiti, monaci vaganti, che vivevano di espedienti, fingendosi spesso guaritori o quasi maghi, e, raramente isolati, ma a gruppi di tre o quattro, si spostavano in continuazione da un santuario all’altro, da un luogo di eremitaggio all’altro, dando scandalo per il loro comportamento irrispettoso verso le autorità ecclesiastiche, per i frequenti e violenti litigi, per la frequentazione di donne o per la scarsa attenzione al digiuno quando avevano occasione di unirsi a qualche banchetto.
A metà strada fra la figura del monaco vero e proprio e dell’eremita, che vive in solitudine e in preghiera, erano una presenza disturbante l’ordine e la regolarità di vita che la chiesa si attendeva dai suoi ministri e figli, ma, per un verso erano spesso oggetto di grande venerazione da parte delle folle e, per altro, incarnavano quell’ideale di vita monastica, tipico dell’anacoretismo orientale, nel quale l’uomo di Dio esce completamente dal contesto sociale. Per altro verso, la figura dell’eremita, del solitario uomo di Dio che vive ai limiti fisici della sopravvivenza in selve desolate e con il cibo che trova occasionalmente o che riceve di per carità, esercitava un fascino e un’autorità straordinaria non solo sui semplici, ma anche su uomini di potere e di guerra.
Questo spiega come ancora all’avvicinarsi dell’anno Mille, sui crinali e nell’impervie vallate dell’Appennino Tosco – Umbro – Marchigiano, la presenza di eremi e di eremiti fosse tutt’altro che sporadica. La selvaggia asprezza del territorio era il rifugio ideale di quanti nella vita eremitica vedevano un rifugio e una via di salvezza.  Ed è in questo contesto, sia geografico che culturale, che si spiega la significativa presenza di forme di monachesimo con caratteri eremitici, ma sottoposte ad un ordine disciplinare ben chiaro e perfettamente riconosciuto dalla Chiesa, che si affiancano alle ormai storiche abbazie benedettine e cistercensi.

 

 

 


Alfredo Morosetti  –  PICCOLE CAPITALI E CITTA’ DI CORTE LUNGO IL PO
Formato 19×29 cm – euri 12,90        Formato Epub euri 5,90

La vita di corte si sviluppò in tutta Europa, a partire dal secolo XV,  ma solo in Italia ebbe particolarità che da nessuna altra parte è  possibile riscontrare. Solo in Italia, a causa della sua frammentazione politica in innumerevoli centri di potere, abbiamo il fiorire della vita di corte nella maniera più grandiosa, e persino più estrema, proprio per il bisogno di rivaleggiare fra una corte e l’altra.
Nel resto d’Europa, con le prime monarchie assolute, la corte esisteva e si riassumeva in quella del re; altre corti, nel senso pieno del termine, erano impossibili perché sarebbero state percepite come qualcosa di alternativo o in contrasto con il potere assoluto del re. In Italia, al contrario, non solo ogni grande ducato realizza la sua corte, mirando a farla più splendida di qualunque altra, ma anche gli stessi nobili, imparentati con la famiglia dominante o i grandi signori di estese contee, erigono la loro autonoma corte e, presso di essa, accolgono artisti e architetti di sommo valore, ospitano potenti amici, danno feste da mille e una notte, conducono una vita sontuosa e impareggiabile. E’ il caso di Sabbioneta, città ideale voluta di e creata dal nulla da Vespasiano Gonzaga, oppure Cortemaggiore, voluta dai conti Pallavicino, ma è anche la storia di tantissime altre città e cittadine minori, tutte lungo il Po, dove appunto si affacciavano i principali ducati italiani, quello milanese dei Visconti, quello parmigiano dei Farnese, quello mantovano dei Gonzaga e quello ferrarese degli Estensi, nelle quali vediamo il loro fiorire o rifiorire come città d’arte, come piccole, impagabili, capitali di Stati forse più illusori che reali, ma comunque resi unici e straordinari dalla magnificenza di un principe, di un conte, di un marchese.

 

 


 

Alfredo Morosetti – ANTICHE ROCCHE E CASTELLI FRA APPENNINO EMILIANO E PREALPI LOMBARDE
Formato cartaceo 19×29 cm euri 10,90      Formato Epub euri 4,90 

Il fascino di un antico maniero è assolutamente irresistibile. Da sempre sono stati fonte di ispirazione letteraria e di suggestioni e leggende di ogni tipo. L’area padana intorno a Milano ne conta diverse decine, molti dei quali dei veri capolavori architettonici e di ingegneria militare. Questo volume vi offre il modo di scegliere le mete più significative, arricchendo la vostra gita delle informazioni necessarie per trovare alcune delle più vivaci e veraci locande di campagna che propongono la migliore cucina del territorio e le aziende agricole in grado di produrre e vendere al dettaglio ottimi prodotti tipici.
Il percorso, o meglio, i percorsi proposti spaziano dalla pianura lodigiana a quella della Lomellina. Risalgono il Ticino fino al lago Maggiore, per poi arrivare al lago di Como e a quello di Lecco. Da qui scendiamo, fra Adda e Oglio, fino al Po, e lo oltrepassiamo, per esplorare la ‘Bassa’ piacentina e parmense. Infine, per chiudere il cerchio e concludere il nostro percorso, saliremo fino alle primi pendici appenniniche, dove avremo ancora modo di fare conoscenza di luoghi davvero unici, sia per l’aspetto paesaggistico, sia per l’aspetto storico e architettonico.

 


Alfredo Morosetti – ANTICHE MAGIONI CASTELLI E VILLE DI DELIZIA  FRA LAGHI E PIANURA LOMBARDA
Formato 19X29 Pag. 154 – EURI 12,90  Formato Epub euri 5,00
Fra la fine del ‘500 e per tutto il secolo XVII la villa divenne un obbligo di casta. Era la prova provata dell’appartenenza al mondo dei potenti che decidevano le sorti dello stato milanese. Ovviamente non si trattava, non poteva trattarsi, della vecchia villa di campagna dei secoli precedenti, quasi a mezza strada fra il castello e la cascina, rustica e massiccia costruzione posta a fianco o in prossimità delle abitazioni del contado che rispondeva al duplice scopo di sorvegliare da vicino il lavoro dei campi e, dall’altro, di soddisfare il gusto insaziabile della nobiltà per la caccia, per le cavalcate, per la vita all’aria aperta. Si trattava, invece, di edifici di immenso valore artistico e dai costi vertiginosi. Nascevano con l’idea di dover stupire, esibendo l’inarrivabile potenza delle famiglie che le facevano erigere. Quasi delle piccole Versailles, erano fatte non per essere ‘vissute’, ma per essere la proiezione dell’importanza e della potenza di chi le possedeva, ragion per cui tutto doveva essere pensato in funzione di questo scopo fondamentale. In questo volume una lunga cavalcata fra le più straordinarie ville erette nell’antico ducato di Milano e gli antichi castelli trasformati, a partire dal secolo XVII, in maestosi palazzi “camparecci”.