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Alfredo Morosetti – LOMELLINA – Territorio, Alimenti tipici, Cucina – Formato epub euri 4,90 pag. 98 circaLa Lomellina è un piccolo fazzoletto di terra, compreso fra Sesia e Ticino, con il Po come confine a Sud e il Novarese a Nord. Se piccola è la sua estensione territoriale, grande la sua identità storica e culturale, la traccia monumentale e artistica conservata nei suoi centri urbani, straordinaria e unica la tipicità della sua civiltà materiale, ossia i suoi prodotti agricoli e il modo di trasformarli e di cucinarli. Prende il suo nome dal borgo di Lomello, il latino Laumellum, importante stazione di posta e villaggio fortificato lungo la strada che da Pavia, attraverso Duriae (Dorno),Laumellum (Lomello) e Cuttiae (Cozzo), portava verso le Alpi Cozie e le Gallie. In senso moderno, e a noi vicino sotto ogni punto di vista, fu sotto il dominio visconteo, dunque milanese, che la Lomellina prese la forma che ancora oggi vediamo sia nella conformazione agricola del territorio e sia in quella urbanistico-architettonica delle sue città e borghi. |
![]() Alfredo Morosetti – LA CUCINA BERGAMASCA E I SUOI MIGLIORI INTERPRETIFormato 18×29 – euri 11,90 (Volume Cartaceo) oppure Formato Epub euri 4,50E’ opinione diffusa, sebbene assolutamente erronea, che la cucina bergamasca sia una realtà elementare, se non addirittura povera, e comunque di scarsa varietà. Non è affatto così. E’ invece un universo culinario con una sua precisa identità, sia dal punto di vista storico che dal punto di vista dell’ originalità dello stile di cucina, con tanti alimenti di diverso genere e con modi di cucinarli del tutto specifici, e dunque con un’alchimia di sapori del tutto particolare che corrisponde, del resto, al modo d’essere del territorio, alla sue risorse agricole, al contesto culturale e sociale entro il quale per secoli gli uomini di queste contrade hanno vissuto. Si tratta essenzialmente di un mondo rurale che ha dovuto far fronte ad un territorio sostanzialmente duro e inospitale, specie per quanto concerne la vasta area montana, ed è perciò merito fondamentale di queste genti avere saputo fare, con poco, davvero tanto, sia dal punto di vista del gusto che della varietà di piatti da presentare in tavola. In questo volume i piatti più significativi di una tradizione culinaria millenaria e l’indicazione di alcuni ristori dove assaporarli al meglio.
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Alfredo Morosetti – MANGIARE E BERE BENE SULL’APPENNINO TOSCO-EMILIANOFormato cartaceo 18X29 – pag. 130 euri 11,90 Formato Epub euri 5,90Una grande e fiera civiltà che per secoli è vissuta fra monti impervi e valli pressoché inaccessibili. Uomini e donne che con poco hanno saputo fare tanto, vivendo con onore e dignità. Che con l’ingegno e lo sforzo costante hanno saputo trarre da ogni risorsa della terra il massimo e il meglio, lasciandoci, tra l’altro, una cucina piena di inventiva e di sapori eccezionali.
In questo libro, gli alimenti di base, le usanze di cucina, le ricette, i ristori e le locande di valore, per riscoprire, attraverso la tavola, un mondo straordinario che non possiamo permetterci di lasciare cadere nell’oblio.
ALFREDO MOROSETTI – ANTICHI MANGIARI DELLE GENTI DELL’APPENNINO PARMENSE
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ALFREDO MOROSETTI – LA CUCINA DEL PONENTE LIGURE – Formato Epub euri 4,90Non credo possa esistere immagine più centrata per riassumere lo stile della cucina ligure del Ponente, che quella della terrazza sul mare. La caratteristica più stringente del territorio ligure del Ponente, più ancora di quello del Levante, è il fatto che la montagna incombe sul mare quasi fosse un terrazzo su di esso. In meno di un’ora di macchina si è facilmente a vette montane di oltre mille metri e si entra nel paesaggio classico delle Alpi marittime, con i suoi boschi di pini, di lecci, di cerri, con le sue radure erbose, perfette per il pascolo ovino, con i suoi torrenti di montagna, dove ancora nuotano trote ignare di ogni inquinamento. Poco più sotto la macchia mediterranea e, appena sotto di essa, gli ulivi e le ultime viti. Mare e montagna sono in simbiosi da sempre e dalla costa vengono gli alimenti del mare che sono trasportati ancora freschi in cassette cosparse di ghiaccio per essere venduti nei giorni di mercato sulle piazze di tanti piccoli borghi di montagna e di collina, oltre naturalmente i pesci sotto sale o essiccati come l’immancabile stoccafisso. Di contro il bosco, con tutta la varietà dei suoi sapori, dai funghi alle erbe di montagna, dalle castagne alle noci ai pinoli alle piccole e sode patate di montagna. E poi le carni di agnello e di capretto qui allevati, i formaggi ovini e caprini, sapori forti e penetranti che si mescolano da sempre nella cucina di ogni giorno con quelli propri dei borghi sul mare e quelli di mezza collina, dove una varietà straordinaria di verdure dell’orto, presenti quasi tutto l’anno, grazie ad un clima incomparabile per mitezza, si sposano da millenni con l’olio d’oliva, ottenuto da piccole olive per lo più di colore marroncino e che lasciano all’olio un timbro di sapore inequivocabilmente tenero, con l’aspro dei limoni, con il forte dell’aceto e il salato dei pesci conservati e usati per dare sapore alle insalate di verdura. Un mix dunque di sapori marini, di carni poco rosse ma tendenti al rosa come quelle degli ovini, e al bianco come quella, dominante su tutto, del coniglio, la carne per eccellenza della cucina ligure del Ponente, di verdure dolcissime e tenerissime, come i piccoli e ricurvi zucchini a trombetta o gli asparagi che vengono su violetti nei campi intorno ad Albenga; l’odore penetrante di tante erbe selvatiche come il rosmarino, l’origano, la mentuccia e quello pervasivo dei funghi e non tanto di quello dei porcini, fungo abbastanza raro su questi monti, bensì dei più modesti galletti, delle russole, delle colombine, dei sanguini o sanguinelli, delle mazze da tamburo. Dall’allevamento ovino e da quello ben più modesto bovino, il sapore di alcuni formaggi caratteristici, quasi sempre formaggette, consumate fresche e, fra esse, l’inconfondibile “bruzzu o bruss”, una cagliata fatta fermentare e resa molto piccante con il peperoncino o altre erbe. |
Alfredo Morosetti – LA CUCINA DEL GENOVESATO: La cucina ligure di montagna fra Bormida e MagraFormato Cartaceo 18X29 – Pag 98 – euri 9,90 – Formato Epub euri 3,50La cucina ligure di montagna, ossia quella delle vallate appenniniche che circondano Genova, riflette, come un’immagine allo specchio, l’essenza stessa della dimensione culturale in cui nasce e che consiste eminentemente nella autosufficienza e nel contare senza compromessi solo su quello che si ha, senza dipendere da niente e da nessuno. E’ una cucina straordinaria che, con appena poco più di niente, ma contando sia su quello che la natura offre spontaneamente e, più ancora, su di un’inventiva senza limiti, ha realizzato con quel poco che si può produrre su di una terra tanto aspra e avara e con il molto, ma occasionale, che si può trovare per i campi e per i boschi, una serie di ricette meravigliose, traendo da ogni alimento, e da una sua perfetta combinazione con altri alimenti, quanto di meglio ciascuno di essi può dare in fatto di sostanza culinaria e nutritiva. |
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Alfredo Morosetti – LA CUCINA CREMONESE E I SUOI MIGLIORI INTERPRETIFormato 18×29 – pag. 102 euri 11,90Possiamo dire che, nel corso dei secoli, si è sedimentata, lungo la Valle del Po, una vera e propria miniera di ricette del ben mangiare e del ben vivere. In ogni ambito territoriale abbiamo una fantastica variazione sul tema, cioè tanti piatti diversi sulla base della costanza delle materie prime e di alcuni modi di prepararle. Ogni ambito territoriale della Valle del Po presenta alcune ricette di straordinaria originalità. Per quanto concerne l’area cremonese bisogna dire che essa assorbe l’influenza di quella milanese per la parte di Crema, ossia nell’ambito territoriale occidentale che confina con l’Adda, e subisce prepotentemente l’influenza della grandiosa cucina ducale mantovana nella sua propaggine orientale, che ha come centro capitale Casalmaggiore. Cremona ha, invece, una sua sicura identità culinaria che si regge su pochi ma corposi piatti di tradizione strettamente rurale. Di sicuro è una delle cucine più legate alla terra, alla vita dei campi, alla cultura contadina di tutta la Lombardia. Lievissima è l’influenza nobiliare e borghese, che tanto hanno influito sulla tradizione milanese e su quella mantovana. Dunque una cucina robusta, estremamente decisa nei sapori, semplice nella formulazione e nei modi di esecuzione delle sue ricette. Una cucina dunque la cui bontà riposa essenzialmente sulla bontà delle materie prime e sulla saggezza di prepararle senza mai snaturarle con salse o elaborati intingoli. |
ALIMENTI E SAPORI DELLA CUCINA MILANESE: Storia, stile di cucina, ricetteFormato Cartaceo 18X29- Pag. 105 – euri 11,90 – Formato Epub euri 6,90Le basi alimentari di questo universo sono presto dette: grassi animali, proteine nobili, cereali, in particolare il riso, più che il frumento. Ma la madre di tutto è stato il latte, il fiume di latte che secolarmente è uscito ed esce dalle stalle della Lombardia. Dal latte tutto ha origine: il burro per friggere e mantecare e insaporire; il formaggio come alimento a se stante e come condimento per altri cibi, siano essi cereali, verdure, carni. Se il latte è l’elemento originario e fondante, subito dopo viene la carne bovina e di maiale. La carne bovina, con i suoi preziosi tagli, è riservata ai ceti più abbienti, quelli più modesti mangiano carne di maiale e le interiora sia dei bovini che dei suini. Per quanto riguarda il consumo di carni suine, l’accoppiata strutturale con esse è la verza, che, fra tutti i vegetali, è quello che cresce anche d’inverno e si sposa perfettamente con i sapori tenui delle carni di maiale. |













