APPENNINO SELVAGGIO
Sentieri segreti fra la magia di antiche pievi, villaggi di pietra, memorie di un mondo perduto
Formato cartaceo 19X29 – Pag. 11 – EURI 12,90 – Formato Kindle euri 3,65
Questa guida offre pochissime informazioni, se con esse intendiamo indirizzi, indicazioni di ‘mirabilia’ da contemplare, elenchi di monumenti che non si può fare a meno di conoscere. Inoltre l’Editore, che ha le sue manie e un brutto carattere, non tollera l’uso di aggettivi e avverbi di uso consueto nelle principali testate giornalistiche, che hanno il vantaggio di semplificare fino alla banana la comunicazione. Ha pertanto vietato espressioni tipo ‘panorama mozzafiato’, ‘rigorosamente naturale’, ‘assolutamente incantevole’.
In compenso questa guida cerca di trasmettere, per quanto possibile, delle esperienze, per usare un termine dannunziano, fatto proprio negli anni ’60 dalla cultura underground, vibratili. Insomma si viaggia, si percepiscono delle vibrations, cioè delle botte di umore, ti vengono delle idee e, fra una curva e l’altra, fra un rigo e l’altro, cerchi di dare loro una forma che non le ammazzi.
Fra le perversioni che stanno annullando il nostro mondo, il turismo rappresenta una ridotta, ma significativa, perché generalizzata, confusione dell’anima. Il turismo si fonda sull’idea del consumo a rischio zero. Esattamente come l’acquisto delle scatolette al supermercato, dove troverete scritto come aprirle senza farvi male, come cucinarle per godervele fino in fondo, quale sarà la data di scadenza della commestibilità del contenuto affinché non vi venga il mal di pancia, e poi ci sarà anche tutta una sfilza di informazioni su vitamine, lipidi, proteine, carboidrati. In genere la guida di un certo territorio è pensata nella stessa maniera di una scatoletta sullo scaffale di un supermercato e si propone di offrirvi tutta una serie informazioni affinché nulla possa farvi del male nel vostro vagare inutilmente da un posto all’altro.
Qui nulla di tutto questo. Nessuna informazione salvavita. I ristori e le osterie che vengono indicati, lo sono perché fanno parte dell’ambiente, perché sono parte della storia e della realtà del luogo. Quanto poi al resto di cui si parla, ci sono torrenti, case di pietra, saliscendi, boschi. Ci sono le tracce di un mondo scomparso, la memoria di qualche volto che ha fatto storia, l’inquietudine che ci trasmettono ‘paesaggi mozzafiato’, l’emozione di scoprire angoli sperduti ‘assolutamente incantevoli’, il piacere di ritrovare antichi sapori ‘rigorosamente naturali’.
Alfredo Morosetti – APPENNINO PIACENTINO: L’antica civiltà agro-pastorale, il territorio e i suoi percorsi
Formato Cartaceo 19X29 – Pag. 144 – euri 12,90 Formato Kindle euri 6,00
Il vasto territorio che prendiamo in considerazione abbraccia quattro ampie vallate e inizia dove la vite cede il passo al castagno, al leccio, al faggio, alla quercia. Le vallate sono quelle dell’Arda, del Nure, della Trebbia, del Tidone. Il paesaggio straordinario di cui possiamo godere, salendo queste valli, è, per un verso, un miracolo di bellezza naturale, ma è anche il risultato del millenario processo di trasformazione che l’uomo ha impresso nella natura.
In questo volume troviamo i punti di riferimento basilari che ci servono per conoscere le caratteristiche generali di questo territorio, e, con esso, i percorsi che, a partire dalla collina, ci portano attraverso i luoghi più straordinari di queste vallate. Più ancora, ci offre la rievocazione della cultura e dei modi di essere più significativi della antica civiltà agro-pastorale che hanno costituito l’anima che ha dato identità a questo mondo.
Il modo di abitare e di vivere sulla montagna appenninica ebbe caratteri specifici e modalità assolutamente eccezionali: fu sostanzialmente una battaglia giornaliera per sopravvivere, usando tutti i mezzi possibili e sfruttando ogni risorsa spontanea che la natura mette a disposizione. Un mondo oggi scomparso, ma che è parte della memoria non solo storica, ma anche affettiva di tutti noi.
Alfredo Morosetti – APPENNINO E ALTA COLLINA PARMENSE: Il territorio, l’antica civiltà agro-pastorale, i percorsi
Formato cartaceo 19X29 – Pag. 180 – euri 11,90 Formato Kindle euri 6,00
Il volume mostra l’ampia e variegata realtà dell’Appennino parmense sotto un duplice punto di vista. Da un lato, Il territorio inteso come ambito di risorse naturali che hanno consentito l’affermarsi e il durare di una millenaria civiltà agro-pastorale, e dunque, con esso, la descrizione e la memoria di un mondo oggi quasi totalmente scomparso, ma di cui non possiamo perdere la memoria. Un mondo fatto di case di pietra, di focolari sempre accesi, di uomini che vivevano a stretto contatto degli animali, sia domestici che selvatici, e che avevano nel bosco il più grande partner per garantirsi la sopravvivenza in una lotta quotidiana con la quale si traeva da ogni metro di terreno e da ogni risorsa naturale tutto quanto poteva offrire per poter andare avanti.
Dall’altro lato, una serie di percorsi esemplari lungo le vallate dell’Enza, del Parma, del Taro, del Ceno alla ricerca delle tracce materiali che ci parlano di questo antico mondo scomparso, ossia i paesaggi modellati dal lavoro millenario dell’uomo, le antiche pievi dove per millenni si è dato senso al vivere quotidiano, i castelli che hanno consentito la difesa del territorio, i villaggi di pietra dove le comunità hanno vissuto e condiviso il loro mondo.
Alfredo Morosetti RANE CASCINE ROGGE
Formato Cartaceo Pag. 110 EURI 10,00 Formato Kindle euri 3,17
Le cascine che punteggiano la pianura della ‘bassa’ sono parte ineliminabile di un paesaggio che è, ad un tempo, un fatto geografico ed uno stato dell’anima. La cascina è parte di un modo di sentire il mondo, e, più che nello spazio esteriore, è inscritta nella nostra memoria sentimentale, perché dentro quei mattoni avvertiamo il permanere di un vago tepore di quegli affetti che ci hanno legato alle cose, all’agire, al parlare, al nostro desiderare che le cose possano prendere una direzione piuttosto che un’altra. La cascina è il simbolo e l’occasione per un tuffo in un mondo mai dimenticato, e indimenticabile, di pomeriggi domenicali in osterie di campagna dove, fra un piatto di pesciolini fritti, un fiasco di vino e un piatto di affettati, si ride e si scherza bonariamente e si parla con tutti, col sottofondo di musiche strimpellate da una fisarmonica o da un organetto. E’ la memoria di una vita semplice, diretta, piena, vera. Questo volume ha questa ambizione: dare qualche utile indicazione affinché qualche autentico frammento di questo mondo, che non è solo mattoni, tegoli, stalle, ma un modo di vivere, di dare sapore ai cibi, alle relazioni che ci legano gli uni con gli altri, possa essere ritrovato e gustato in piena soddisfazione di cuore e di mente.




