
La più parte delle grandi cattedrali di Francia, di Inghilterra, di Germania, di Spagna, d’Italia e di Boemia, sul portale della navata centrale presenta, in bassorilievo, la scena del Giudizio Universale. Perché? Perché è l’evento decisivo della nostra vita. Perché è il messaggio chiaro e distinto con cui ci viene detto che la nostra vita ha un senso. Ovvero che verremo pesati. Se non ci fosse il Giudizio Universale, la nostra vita non avrebbe alcun senso. Inizierebbe dal caos e finirebbe nel caos. Perché? Se quello che nel corso della nostra vita abbiamo voluto, desiderato, cercato, realizzato fosse destinato a cancellarsi nel nulla, esattamente come una frase sulla lavagna, cancellata con una spugnetta, allora qualunque cosa avessimo voluto e fatto sarebbe esattamente identica al contrario di quello che abbiamo voluto e fatto. Qualunque cosa avessimo fatto avrebbe realtà zero, sia che l’avessimo fatto e voluto, sia che no, sarebbe esattamente la stessa cosa, cioè esattamente come se non fosse accaduta. Questo è appunto il caos o, come preferiscono le fighette da biblioteca, l’entropia, un luogo non luogo, ossia qualcosa che al tempo stesso esiste e non esiste, il nulla appunto, l’impensabile, il caos. Non ci sarebbe possibilità di dire se aver voluto e fatto questo è stata una cosa di valore o una oscena colpa. Tutto sarebbe eguale a tutto e tutto sarebbe accaduto e, al tempo, non accaduto. Dio invece esiste perché fa accadere quello che accade. Gli uomini del medioevo lo sapevano, quelli evoluti di oggi, no.
Tutto questo per dire cosa? Per dire ‘fanculo a ‘sorete, alle cartuccette benpensanti e timorate. Avete osservato la scena del Giudizio a Bourges oppure a Reims oppure a Moissac, oppure a Winchester, oppure ad Amiens, e in almeno altre cento Cattedrali? La scena sembra fatta con lo stampino. Si scoprono le tombe, l’angelo del Signore ha in mano la bilancia e, da una parte, la schiera dei beati guidata dai Santi e dai Cherubini, dall’altra parte, quella dei dannati, già da subito tormentati dai demoni che sghignazzano forsennati. Chi compone questa schiera in ordine d’importanza? In primo luogo papi e cardinali, poi vescovi e abati, e quindi, re, conti e, infine, l’anonima schiera dei tiepidi.
La faccenda è straordinaria. Nei più importanti luoghi della Cristianità, dunque non in qualche oscuro tempio di eretici, si dava per scontato che per lo più il Papa, i cardinali i vescovi e gli abati erano al servizio di Satana. Lo si scolpiva su pietra e lo si faceva sapere a tutti. Era dunque di senso comune sapere che i vertici della Chiesa erano in gran parte in mano ad esseri diabolici e irrimediabilmente dannati. Del resto basta leggere la “Commedia” per sapere quale numero di Papi, Dante, senza scrupolo reverenziale alcuno, mette all’inferno. Era a tutti noto che il potere corrompe assolutamente e che dunque era più facile che un prelato passasse per la cruna di un ago piuttosto che salisse nel Regno dei Cieli.
Bene, come è possibile che uomini del tutto primitivi e superstiziosi – dai ditelo miserabili idioti della cultura di massa – come quelli del medioevo, sapessero questo e avessero il coraggio e la forza per scolpirlo nei luoghi più sacri che avevano, mentre oggi, uomini del tutto evoluti, civilizzati, liberi da ogni stupida credenza, siano così ossequiosi nei confronti di prelati latino-americani ai quali, del resto, non concedono alcuna vera devozione, e siano così tremebondi nel maledirli e chiedere per loro il Giudizio di Dio? Come è possibile che uomini così smart e sapienti vogliano finalmente un mondo governato dai buoni, ossia dai politici redenti dal bene universale, dove lo sterco del diavolo è, alla fine, eliminato dal mondo? Non sanno che potere corrompe assolutamente e che Satana è il signore della cosa che si vede, di ogni cosa che possiamo vedere? No, e poi no. Loro vogliono votare per quelli buoni e avere tanta pace (leggi, benessere) e giustizia per tutti.

