Provo commiserazione per coloro che immaginano che lo scopo dell’agire dei governi sia quello di rubargli tramite le tasse i quattro spiccioli che possiedono. Del resto non si può pretendere, se nasci figlio di bottegaio, sarà facile che vedrai le cose sotto l’ottica del bancone di vendita. Non si rendono nemmeno conto che i soldi non li hanno nemmeno più, sono già totalmente cosa del governo e quello che il governo controlla, non è il possesso che ti ha benignamente concesso, è il loro uso, tramite le tecnologie informatiche delle banche, ovvero l’ufficio cassa del governo stesso. Vuole sapere il modo con cui li usi, vuole sapere come li spendi, dove li spendi, se hai capito che prima di spendere qualcosa devi chiedergli il permesso. E lui ti dirà come è bene spenderli.
Non ci vuole grande immaginazione per capire che lo scopo del governo non sono i tuoi soldi, ma la tua anima. Perchè? La risposta vera, ma incomprensibile ai più, è perché il mondo è il luogo di Lucifero, ovvero di quella forza che vuole impadronirsi delle anime per trasformare tutto in corpo, ossia in automa, ossia in un giocattolo che si muove a suo piacimento. L’anima cosa è? Quello che fa sì che tu sia tu e non un altro. Un automa cosa è? Un niente di individuale, perché non avendo l’anima, è solo parte microscopica di un medesimo immenso ingranaggio. Lucifero vuole che il mondo sia una macchina, e lo può fare controllando tutto, ovvero riducendo la possibilità di vedere capire volere a niente, giacché la facoltà di vedere capire e volere è propria dell’anima. Vuole che tu ti senta sicuro. Che tu sappi che pensa alla tua salute. Che protegge la tua salute, che ti protegge dai brutti pensieri, dai tuoi e da quelli degli altri.
Dove sto io, in un villaggio di tre persone a oltre 1000 metri, totalmente isolato dal mondo in un angolo dell’Appennino Nord-Occidentale, sulla strada che dal passo porta al primo paese hanno messo un radar che, collegato ad un computer, rileva e segnala ai Vopos le targhe di tutte le auto che passano, in uscita dal paese ce ne è un altro. Vogliono sapere dove vai e a che ora vai. Quando ero prigioniero a Dachau, c’era meno rigore di controllo dei tuoi movimenti. Se di notte uscivi dalla baracca per andare a pisciare, neanche se ne accorgevano.
Provo commiserazione per coloro che pensano la questione in termini di democrazia, liberalismo, comunismo, socialismo, comunismo. Appendiabiti a cui inchioccare la propria colpevole arrendevolezza, il proprio svenevole e tremebondo collaborazionismo.

